Nicolè, un pezzo di storia del calcio fra la Juve e la Nazionale
Sopra 31 marzo 2017 | 0 Commenti

“Bruno Nicolè. Ho amato lo sport e ho scelto il calcio, ho amato il calcio e ho scelto lo sport”. Questo il titolo di un libro prezioso, un libro su cui stiamo lavorando con passione e che vedrà la luce fra poco più di un mese. Un libro di quelli che capitano poco spesso ma che non lasciano indifferenti. Il perché è facilmente riassumibile in questo breve estratto della prefazione che ci ha regalato l’inarrivabile Gianni Mura:

Nel 2014 intervistai undici calciatori, uno per ruolo. Questi: Vieri; Burgnich, Losi; Furino, Guarneri, Cera; Hamrin, Lodetti, Nicolé, Suarez, Pulici. Molti pensarono fosse la mia formazione ideale, invece no. Non li avevo scelti a caso. Attraverso la loro voce, i loro ricordi, volevo raccontare un altro calcio, un’altra Italia anche. La serie ebbe un certo successo, soprattutto grazie all’umanità e alla disponibilità degli ex calciatori, e il maggior numero di messaggi dai lettori mi arrivò per Nicolè. “Non sapevamo la storia”. “Sembra incredibile”. “Intelligente e sfortunato”. Cose così. Intelligente sì, sfortunato forse. Quando ci siamo incontrati, Nicolè mi è sembrato un uomo sereno. Dal calcio poteva avere di più, uno che a 18 anni, dopo i due gol alla Francia a Colombes, Gianni Brera aveva paragonato a Silvio Piola.

Una storia stupenda, quella di Bruno Nicolè, classe 1940, fortissima ala della Juventus e della Nazionale (ma non solo), fra gli anni 50 e 60. Era un altro calcio, un calcio che vale la pena ricordare e raccontare. E c’ha pensato il figlio di Bruno a farlo, Fabio Nicolè, mettendosi letteralmente i panni del papà per raccontarne in prima persona le vicende più importanti, legate al periodo agonistico ma anche alla professione di insegnante di educazione fisica che ha amato tantissimo.

Un libro di cui siamo già orgogliosi.

Da non perdere.

 

 

 

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